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Il caso Sitta (un’ inaspettata difesa?)

Ricordiamoci che stiamo parlando di notizie fresche di stampa, di indiscrezioni da confermare, di una fase delicata in continuo divenire, i cui esiti sono incerti anche per il più navigato degli analisti politici.

Quello che sta succedendo però è abbastanza chiaro: la figura dell’assessore Sitta non è mai stata così in difficoltà come adesso e tra poche ore potrebbe annunciare una clamorosa uscita di scena. Se ne andrebbe così il tanto contestato assessore, quello dal carattere vulcanico, quello decisionista, intransigente, poco incline al compromesso, quello che ci ha abituato per anni a frasi ad effetto da leggere sul giornale la mattina.
Uno così combattivo, tenace e coerente che fa quasi impressione vederlo in questa situazione, politicamente isolato e senza più l’appoggio dei compagni della prima ora. 

Già, perché Daniele Sitta esce di scena, sconfitto non dai comitati, dagli ambientalisti, da qualche fronda del PD o da un’opposizione politica eterogenea. Daniele Sitta viene cacciato dalla stessa politica che lo ha messo lì e che lo ha sostenuto prima che le cose si mettessero male.

Quando c’era un consenso del 64% e ci si poteva permettere di scrivere un documento come Modena Futura, anacronistico nei contenuti e “arrogante” dal punto di vista politico. Tutti sapevano qual’era il progetto per la città e lo stesso documento aveva la benedizione del Sindaco Giorgio Pighi. Oggi, una cosa del genere non sarebbe più possibile, perché non ci sono i numeri per farlo.

Poi le polemiche e la gara a smarcarsi, come dire: noi non c’eravamo, noi non sapevamo, fino ad arrivare a dire che il problema è nella persona e non nel progetto generale proposto per la città da partito e Giunta. Nonostante il totale disaccordo, almeno umanamente devo riconoscere a Daniele Sitta di essere stato coerente nella sua condotta, a differenza di tante altre personalità politiche.

Daniele Sitta è rimasto al suo posto tutti questi anni, nonostante le discutibili scelte in materia urbanistica e se ne va perché la sua presenza mette a repentaglio una coalizione che si presenterà tra due anni alle elezioni. Sembrerebbe quasi l’agnello sacrificale della Pasqua, volendo fare una similitudine un po’ azzardata. Daniele Sitta è costretto a lasciare perché comunque la sua figura ormai è stata drasticamente ridimensionata, tant’è che pesano più le proposte di un partito non rappresentato ufficialmente in Consiglio Comunale (Sel) e di un movimento aperto ai cittadini ma comunque in quota PD (Modena Attiva).

Per il Partito Democratico invece è comunque una sconfitta. Se Daniele Sitta se ne dovesse andare sarebbe come un’enorme ammissione di colpa, con tanto di ingrato scaricamento. Se Daniele Sitta dovesse restare, sarebbe difficile tenere insieme la coalizione che deve cercare di risalire la china verso le prossime elezioni. Questi due anni che ci separano dal voto infatti, saranno sicuramente segnati da una martellante campagna di comunicazione per ricordare a tutti le buone cose fatte e questo gesto potrebbe rappresentare l’inizio di questa fase. Certo è che cose come l’Autodromo di Marzaglia e il Novi Park sono lì e si fa fatica a non vederli, a dimenticarli.

Se c’è qualcuno che ora festeggia e pensa che i problemi siano finiti si sbaglia di grosso. Se fosse così allora Sitta aveva ragione: lui era il nemico da abbattere. Bisogna invece rimanere vigili e fare in modo non arrivi l’uomo del compromesso, quello che con modi più affabili e gentili porta avanti lentamente lo stesso vecchio progetto di cementificazione. In questo caso rimpiangerei Daniele Sitta, perché almeno con i suoi modi poco discreti ha calamitato l’attenzione su una questione modenese diventata poi fondamentale.

Chissà, magari la cosa è destinata a rientrare, certo è che ora solo il Sindaco sembra difendere (senza più tanta convinzione) il suo assessore, mentre altri compagni di partito, tra le righe, sembrano già scrivergli l’epitaffio politico. Se posso suggerire, parafrasando John Keats:

“Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nel cemento”.

Gabriele Veronesi


Domande e Risposte

Ecco alcune domande/osservazioni (FAQ) che ho raccolto a caldo, sulle quali non ho avuto modo di esprimere chiaramente la mia posizione.

1) Il video è fazioso, esprime solo un punto di vista.

Questo video, come dichiarato in più occasioni, è la mia critica all’operato della Giunta in temi di urbanistica. L’Amministrazione legittimata dal voto, ha il diritto di fare le scelte che desidera, io come cittadino ho il diritto (e aggiungerei dovere, quando ne si è convinti) di criticarla.
Gli esponenti della Giunta o dei partiti hanno la possibilità di emettere comunicati stampa e hanno gente pagata per farlo, riescono a riempire paginate sui giornali o fare monologhi in televisione. Io dove lo trovo lo spazio per dire la mia? Ho tirato fuori un po’ di soldi e l’ho fatto. Non siamo in televisione, non sono tenuto ad usare ulteriore spazio per persone che possono alzare il telefono e dire la loro opinione su quattro giornali e due televisioni.
Nel mio piccolo vi dico che sono pronto al confronto, a riaccendere la telecamera per raccogliere le vostre legittime critiche al video che sono sempre bene accette e ribadire il vostro punto di vista.

2) Non hai dato voce all’Assessore Daniele Sitta.

Come sopra, anche questa si tratta di una scelta esplicita e dichiarata, con un’aggravante. Avere per le mani materiale dell’Assessore Sitta in un documento che vuole essere critico o fazioso come dicono alcuni, mi avrebbe creato una serie di problemi perché sarebbe iniziato il gioco del dire che il materiale è stato tagliato, manipolato ecc… E’ una responsabilità non da poco che poteva portare a spiacevoli situazioni (citiamo il caso “Il paese del maiale” e la reazione di Roberto Alperoli) o per citare un grande documentarista Michael Moore, che io apprezzo tantissimo, ma che è noto per manipolare a suo favore i contenuti e le interviste nei documentari.
Sono disponibile ad un appuntamento e vorrei avere il sincero piacere di incontrare l’Assessore.

3) Troppa Eugenia Rossi e mancano gli altri partiti.

Per un filmato come questo non esiste la par condicio. So che ci sono altri movimenti, partiti che contestano l’operato della Giunta, sono disponibile a raccogliere le loro impressioni ma non tenuto ad inserirle nel video. Eugenia Rossi compare perché al di là delle posizioni, il suo partito ha creato una frattura elettorale per motivi legati ai temi di urbanistica. Unico caso in Italia a quanto mi risulta per quelle elezioni ed anomalia totale dal momento che in Provincia Idv fa parte della maggioranza.
Tra l’altro la sua critica arriva in tempi non sospetti o quasi. Non potevo non registrare questo dato.
Personalmente non m’interessa assolutamente il percorso politico di Idv e tutte le scelte che vengono prese su altri temi. Sul fatto che Eugenia Rossi (o comunque un politico) compaia troppo, è una valutazione personale di cui terrò conto, anche in vista di futuri lavori.

4) Perché non hai parlato di alcune situazioni particolari o di altri temi importanti come l’inceneritore?

Alcune situazioni particolari erano già espresse nel ragionamento generale. Si può parlare delle aree F ma in un video di 50 minuti non ci si riesce ad addentrare nei singoli casi. Sono gradite però segnalazioni da parte vostra, vi voglio ricordare che c’è questo sito sui cui vorrei far partire il dibattito e che arriveranno altri video.

5) Quando sarà on line il video?

Molto presto, questione di giorni.

6) Vorrei organizzare la proiezione nella mia scuola, circolo, spazio ecc…

Non ci sono problemi, però dopo che sarà stato pubblicato il video. Sentiamoci per organizzare.

7) Che rapporto hai con Modena Attiva, Italia Nostra, Idv ecc…? E’ vero che sei al soldo di qualcuno?

Non faccio parte di Modena Attiva e mai lo farò perché hanno una vocazione politica. Ho firmato il loro documento iniziale perché condivido certe loro posizioni e poi rappresentano una voce interna di rottura. Non sono legato a nessun partito, neanche all’Idv e sono uno dei pochi che ancora decide di volta in volta cosa votare. Non sono iscritto ad Italia Nostra ma potrei rimediare presto. Sono un’associazione attiva in tutta Italia per la tutela del patrimonio, fanno battaglie ovunque senza guardare al colore politico.
Gli unici soldi che ho ricevuto sono quelli della cassettina l’altra sera (grazie!), perché credo nel giornalismo indipendente anche verso chi la pensa come te. Se qualcuno vuole sostenere il contrario gli chiedo di formalizzare questa accusa mettendo nome e cognome in modo che possa portare scontrini, fatture, bonifici e fargli causa.


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