Modena – Flint
Mi rendo conto che il paragone è ingeneroso e forzato, ma è il concetto che conta. Flint è il capoluogo della Contea di Genesee nel Michigan, una cittadina diventata ricca tanti anni fa grazie alla produzione di automobili, grazie alla presenza di un colosso come la General Motors e poi caduta in disgrazia negli anni della deindustrializzazione.
Dai 200.000 abitanti degli anni ’60 si è passati a poco più di 120.000, criminalità e disoccupazione sono cresciuti di pari passo a dismisura e ora Flint viene considerata dalla rivista Forbes una delle città meno vivibili degli USA.
Il documentarista Michael Moore si è occupato della vicenda nella sua prima opera dal titolo Roger & me.
Cosa ci suggerisce questo esempio estremo?
1) La popolazione va di pari passo con le possibilità lavorative che ci sono in un determinato luogo, sennò ci si deve spostare. Sul numero degli abitanti di Sassuolo incide fortemente la presenza del comprensorio ceramico, così come nella bassa il distretto biomedicale. La vita si costruisce attorno al lavoro. Cosa faranno i 50.000 abitanti in più previsti per Modena che già ha il più alto tasso di disoccupazione in regione?
2) Siamo sicuri che questa idea della Motor Valley come volano per l’economia possa funzionare? Alcune fabbriche del luogo sono in difficoltà, come Maserati. Non è che rimaniamo con dei musei anacronistici, templi che celebrano il culto della lamiera e di tempi ormai andati. Oppure fare la fine di Autoworld, il parco tematico costruito a Flint negli anni ’80 proprio per ammirare la gloriosa storia della General Motors divertendosi e fallito un anno dopo.
Se qualcuno ha cifre per smentirmi si faccia vivo.